tredici anni fa
6 novembre 1993 - ore 00:30
non dormo, penso a te, leggo questo libro e mi accorgo che lo devi tenere tu. come al solito mi risulta difficile spiegare certe sensazione, ma ora sono agitato. non è stata un giornata facile, non lo è stata neanche per te, e tu hai avuto voglia di sollevarmi, di parlarmi, di stringermi, di farmi capire, mi hai consigliato, hai fatto l’amore con me.
tutto questo è magnifico, ma non scordare che c’è chi è pronto in ogni momento a fare lo stesso con te (che sarei poi io!), c’è chi per te adesso non dorme e pensa senza sosta e ama. tu ora sicuramente dormi, ti ho vista, eri stanca, distrutta e le ultime energie le hai date a me. non credere che questo sia passato inosservato, non credere che non abbia causato tumulto nel mio cuore. sono distrutto, felice, entusiasta. sono contento che tu sia vicino a me ora perché è un momento importante e decisivo. indietro non torno e nel mio immaginare vedo anche te.
buonanotte tesoro.
la vita è bella. tu me lo fai capire.
leggi la n. 5 è per me molto bella.
ti amo.
fabrizio
n. 5
godiamoci la vita, mia lesbia, l’amore,
e il mormorio dei vecchi inaciditi
consideriamolo un soldo bucato.
i giorni che muoiono possono tornare,
ma se questa nostra breve luce muore
noi dormiremo un’unica notte senza fine.
dammi mille baci e ancora cento,
e dammene altri mille a ancora cento,
sempre, sempre mille e ancora cento.
e quando alla fine saranno migliaia
per scordare tutto ne imbroglieremo il conto,
perché nessuno possa stingere in malie
un numero di baci così grande.
gaio valerio catullo
una delle poche cose che ho salvato di una vita che a tratti mi sembra non possa essere mai stata la mia. così diversa. così lontana. così sfuocata. e invece ero io e lo leggo in ogni riga di quello che mi scrisse fabrizio con una penna rossa su un libro di poesie. io che do me stessa per placare i tormenti di chi amo. io che vedo il bello della vita anche se la mia di vite mi ha strappato tutti i sogni che avevo e faccio di tutto per regalarne una meravigliosa a chi ho di fianco. io che continuo a sorridere agli uomini nonostante mio padre, nonostante le violenze, nonostante le botte e i calci, nonostante chi, quando ho realmente avuto bisogno, ha preferito girarsi anziché tenere fede a quello che aveva promesso. e mi amo per essere così. per essermi rifatta una pelle dove c’erano solo ferite, lacere e profonde. mi amo perché non smetterò mai di essere così tutte le volte che, per le bizzarrie della vita, sbatterò contro chi ha una luce diversa. mi amo perché guardandomi posso solo essere fiera di me e la luce che ho dentro non potrà mai spegnerla nessuno. perché i miei tormenti ne sono parte e la rendono ancora più brillante. e le miei gioie la rendono unica.
non dormo, penso a te, leggo questo libro e mi accorgo che lo devi tenere tu. come al solito mi risulta difficile spiegare certe sensazione, ma ora sono agitato. non è stata un giornata facile, non lo è stata neanche per te, e tu hai avuto voglia di sollevarmi, di parlarmi, di stringermi, di farmi capire, mi hai consigliato, hai fatto l’amore con me.
tutto questo è magnifico, ma non scordare che c’è chi è pronto in ogni momento a fare lo stesso con te (che sarei poi io!), c’è chi per te adesso non dorme e pensa senza sosta e ama. tu ora sicuramente dormi, ti ho vista, eri stanca, distrutta e le ultime energie le hai date a me. non credere che questo sia passato inosservato, non credere che non abbia causato tumulto nel mio cuore. sono distrutto, felice, entusiasta. sono contento che tu sia vicino a me ora perché è un momento importante e decisivo. indietro non torno e nel mio immaginare vedo anche te.
buonanotte tesoro.
la vita è bella. tu me lo fai capire.
leggi la n. 5 è per me molto bella.
ti amo.
fabrizio
n. 5
godiamoci la vita, mia lesbia, l’amore,
e il mormorio dei vecchi inaciditi
consideriamolo un soldo bucato.
i giorni che muoiono possono tornare,
ma se questa nostra breve luce muore
noi dormiremo un’unica notte senza fine.
dammi mille baci e ancora cento,
e dammene altri mille a ancora cento,
sempre, sempre mille e ancora cento.
e quando alla fine saranno migliaia
per scordare tutto ne imbroglieremo il conto,
perché nessuno possa stingere in malie
un numero di baci così grande.
gaio valerio catullo
una delle poche cose che ho salvato di una vita che a tratti mi sembra non possa essere mai stata la mia. così diversa. così lontana. così sfuocata. e invece ero io e lo leggo in ogni riga di quello che mi scrisse fabrizio con una penna rossa su un libro di poesie. io che do me stessa per placare i tormenti di chi amo. io che vedo il bello della vita anche se la mia di vite mi ha strappato tutti i sogni che avevo e faccio di tutto per regalarne una meravigliosa a chi ho di fianco. io che continuo a sorridere agli uomini nonostante mio padre, nonostante le violenze, nonostante le botte e i calci, nonostante chi, quando ho realmente avuto bisogno, ha preferito girarsi anziché tenere fede a quello che aveva promesso. e mi amo per essere così. per essermi rifatta una pelle dove c’erano solo ferite, lacere e profonde. mi amo perché non smetterò mai di essere così tutte le volte che, per le bizzarrie della vita, sbatterò contro chi ha una luce diversa. mi amo perché guardandomi posso solo essere fiera di me e la luce che ho dentro non potrà mai spegnerla nessuno. perché i miei tormenti ne sono parte e la rendono ancora più brillante. e le miei gioie la rendono unica.


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