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io non voglio più nella mia vita frequentare qualcuno e venire trattata come tu stai facendo con me. non voglio più svegliarmi come questa mattina. non voglio uscire e vederti ed essere incazzata. non voglio uscire e vederti come ieri sera. non voglio più convincerti come domenica scorsa a vedermi. non voglio più una telefonata come quella di lunedì. ci può stare che sei tirato di culo, che sei preoccupato, che stai male, che hai mille pensieri, ma io non sono il nemico. io potrei essere invece qualcuno che ti aiuta, ma mi devi coinvolgere. io non voglio più correrti dietro perchè mi umilia. io voglio stare tranquilla e voglio che tu stia tranquillo, ma per fare questa cosa ci vuole un minimo di collaborazione. a tratti lo siamo stati ed è stato quando c’era interazione, complicità, coinvolgimento. quando, potendo avere la libertà di viverci la nostra vita, ci siamo interfacciati in maniera serena. ed è quello che io intendo per rapporto. ed è quello che ho cercato di fare con te, ma per quanto io possa metterci del mio se tu continui a mettere trappole e trabocchetti lungo la strada non si va da nessuna parte. cioè si va dove siamo adesso. nel nulla. nella rappresaglia. nella guerriglia aperta. e io di guerre non ne voglio proprio fare. te l’ho detto parecchie volte, non mi interessa litigare. non mi interessa più stare male. non mi interessa più un rapporto dove non ci si parla, ma si fanno schermaglie. non ho più voglia di andare a letto incazzata e svegliarmi come stamattina. non ho più voglia di dormire poco e male. dovrei fottermene, mandarti a fare in culo e fregarmene, ma per fortuna non sono fatta così. ci provo fino alla fine. e voglio una persona di fianco che sia felice di avermi nella sua vita. che se ha problemi me ne parli. che se ha problemi con me mi spieghi tranquillamente cosa possa averlo infastidito. che se io ho problemi con lui possa ascoltarmi e capirmi. voglio una persona che mi baci, quei baci belli, che ti avvolgono. che mi abbracci. che mi tocchi e mi tenga stretta. che faccia l’amore con me guardandomi negli occhi. che allunghi un piede per sentire se ci sono. che mi parli di cose belle e brutte allo stesso modo. che veda in me una complice. che si faccia guardare dentro da me. che metta in gioco le sue paure con me come io faccio con lui. queste cose non cadono dal cielo, lo so, ma so anche che io lo posso fare e l’ho cercato di fare in questi mesi con te.
ma al di la di tutte queste parole che possono avere un senso oppure no resta la cosa più importante. l’unica per cui questo ammasso di pensieri può avere un senso o può finire qui. se tu mi vuoi o meno.
e la risposta a questa piccola domanda è l’unico motivo per cui si può andare avanti o finirla qui.
vedi tu. decidi tu. libera scelta.
io domenica non credo di tornare tardi, se vuoi ci vediamo e ci facciamo due chiacchiere in pace, tranquilli con un bicchiere di vino in mano.
se domenica non ne hai voglia e gli altri giorni sei già impegnato (come mi hai urlato in faccia ieri) ne riparliamo quando torni da palermo.
se quando torni da palermo non ne hai voglia ne riparliamo poi in un’altra vita.
e sempre sull’onda della sincerità al 100% io non ti cercherò più fin tanto che questa situazione non si risolve in un verso o nell’altro. non perchè voglia fare la strafiga o la stronza, come nel mio “pensierino del martedì” io ci ho messo sudore e un minino di cuore per cercare di non fare uno 0-0 e ho fatto la mia gara, resto in campo, ma la palla adesso l’hai tu.
ne riparliamo in un'altra vita. e va benissimo così.
finalmente!


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