cruella

"Divento intelligente quando mi serve. Ma al più degli uomini non piace." M. Monroe

lunedì, luglio 31, 2006

quello di cui avevo bisogno. un giorno al mare lontano da tutto. in un posto nuovo. non organizzato, non strutturato. una striscia di sabbia a ridosso della pineta. il mare che mi rimette a posto con il mondo ogni volta che metto la testa sotto l’acqua. e i colori che diventano pastosi alla fine della giornata. poi i viaggio di rientro, passando per le campagne. allungando la strada, ma rendendola sicuramente più bella. il sole che inizia a scendere. file di campi interrotti solo da poche case, paesi dove i punti di riferimento sono la chiesa con il campetto da calcio dietro il campanile e il bar con l’insegna scritta a mano, con la veranda dove c’è chi gode per un tressette. e il tramonto con l’argine del fiume che sembra un verde mare in continuo movimento. il fuoco dove il sole sta sparendo, le nuvole avorio e rosa, argento. sfilacciate dal vento che le attorciglia affogandole in un cielo azzurro pallido mentre la luna inizia prendere il sopravvento nella porzione di cielo blu profondo. passo davanti ad una scuola che deve aver visto gli ultimi alunni vent’anni fa. il giardino davanti dismesso e il colore rosso dei muri che sbiadisce lentamente. è tutto perfetto e calmo. dentro e fuori. poi vengo sputata sulla strada principale, pochi chilometri e il mondo incantato sembra perduto. mi supera una coppia in scooter. caschi uguali. giacche uguali. forse anche cervello uguale, ma quello, per fortuna, non mi è dato saperlo. rischiano di cadere per un topo che attraversa di corsa la strada. sarebbe stato un peccato.
per il topo. ovviamente.

giovedì, luglio 27, 2006

stasera devo uscire con un ragazzo conosciuto al mare due settimane fa. non che mi interessi particolarmente, ma da quel che ricordo simpatico. altrimenti non gli avrei dato il numero da sobria. oddio, in vita mia ho dato il numero di telefono a cani e porci quindi quanto appena scritto non ha molto valore. e ho preso anche abbagli clamorosi. direi che è una delle cose che mi riesce meglio nella vita. “ciao, mi chiamo xy e ho l’innato ed indubbio talento di sbagliare sistematicamente gli uomini con cui esco”. forse il problema sono come sempre le aspettative. ci si aspetta sempre troppo da tutto. dalla famiglia, di accettarti per come sei e di non criticarti quando diventi una vecchia acida zitella. dal lavoro, di essere quello della vita, quello per cui hai studiato tanto tempo, oppure quello che ti mette in mostra nel mondo, quello che definisce una parte di te, quello che ti permette di guadagnare per tentare di essere autonoma (ma come cazzo fai a esserlo quando per pagare un mutuo di una casa devi sperare di vivere in buona salute fino a 174 anni???). dagli amici, di esserci nel bene e nel male (oddio, no questo dovrebbe farlo un marito-moglie). insomma dagli amici, di esserci “presenti” quando sei giù, di esserci “divertenti” quando hai voglia di divertirti, di esserci “bellissimi” quando hai voglia di essere bellissima in un posto bellissimo, di esserci “tristi” quando hai voglia di dimostrargli quanto loro siano importanti per te. dagli uomini, quando tenti disperatamente di trovarti un uomo pure tu, come fanno tutte. chi meglio, chi peggio. nel bene e nel male!
le aspettative. stasera le ho abbassate al minimo. mi aspetto che arrivi con una macchina agghiacciante giallo limone con l’alettone, con tutta la collezione di arbre magique, vestito come se fosse daltonico e il suo stilista stevie wonder. mi aspetto che sia antipatico, che non abbia argomenti di conversazione, mangi con la forchetta a badile e la bocca aperta. mi aspetto che non offra la cena. potrei stare a casa, altra opzione. ma tutto sommato sono una persona curiosa. curiosa del genere umano. curiosa di quanto possa stupirmi ancora. curiosa di vedere se si può cadere più in basso delle più basse aspettative oppure ci si può piacevolmente ricredere. vedremo, intanto io da un appuntamento serale a un casello autostradale mi aspetto solo di non essere abbordata da rokko, camionista rumeno che compie la tratta ankara-torino una volta alla settimana…..
poca voglia di lavorare. come sempre ultimamente. un insano desiderio di bruciare tutto l'ufficio ed andarmene. così penso. non che non lo faccia di solito. mi ritrovo un cervello bulimico che resta sedato per pochi attimi durante la giornata. forse neanche quando dormo...venerdì sera un “amico” mi ha detto: il tuo problema è che pensi troppo.
genio, ho pensato io…..sono mesi che cerco di risolvere questo problema…. e poi aggiunge: secondo me chi pensa troppo è perché non capisce troppo. nobel, ecco cosa si merita questo meraviglioso ragazzo. io invece credo che penso troppo perché voglio capire troppo in un mondo dove da capire c’è poco o niente. le rare volte in cui interagisco con altri esseri umani infatti mi ritrovo a voler capire i percorsi mentali che li accompagnano mentre farei meglio a dedicarmi al punto croce. per questo ho adottato la tecnica di ridurre al minimo le interazioni con altri rappresentanti del genere umano, maschi o femmine, senza distinzione. questo però non mi risparmia dall’osservazione. un approccio scientifico alla vita. osservo, prendo appunti, studio le differenze comportamentali e catalogo. tanto, viste le scarse interazioni sociali, ho un sacco di tempo libero!!
così negli anni ho notato un netto divario tra me e la maggior parte delle altre donne. quelle che quando escono a bere qualcosa ordinano un bracchetto, un bellini, un analcolico. io ordino un vodka martini e uno non basta. quelle a cui i fidanzati/compagni/conquiste dell’ultimo momento mandano sms carini e dolci, pieni di parole che fanno rima con cuore, amore, passione. a me mandano video di loro che si fanno le seghe. quelle a cui gli uomini dicono ti amo, voglio passare la vita con te, sei tu quella giusta. a me se lo dicono poi mi lasciano e dopo un mese stanno con un’altra. quelle a cui gli uomini stanno vicini quando hanno bisogno, per aiutarle e sostenerle anche se il dramma è un’unghia rotta. a me lasciano dicendo che sono forte abbastanza per superare i brutti momenti anche da sola. anche se il brutto momento è un nuovo tumore di mia madre che sta iniziando a perdere colpi e non sa come e se ne uscirà questa volta. macccchisenefrega….tanto io sono forte e reggo tutti i colpi! quelle a cui la vita procede secondo schemi, scuola, diploma, laurea, fidanzatino, lavoro, altro fidanzatino, venerdì con le amiche e sabato con le coppie, amante, promozione, anello di fidanzamento, addio al nubilato, altro amante, fiori d’arancio e confetti, “stasera venite da noi che vi facciamo vedere TUTTE le foto del viaggio di nozze!!!!”, bambino, uscite solo con amiche incinta o con prole, foto del pupo sulla scrivania, due settimane di ferie a rimini, i contributi, la pensione, fare i nonni, il tombino insieme al cimitero.
io ci ho provato. l’unica cosa che mi è venuta bene è quella relativa agli amanti.
e ho capito che io e gli schemi non andiamo tanto d'accordo.

lunedì, luglio 24, 2006

già è lunedì e la cosa è poco divertente di suo, poi l'aria condizionata al lavoro non funziona. basta spostare una penna per essere ricoperti di sudore e umidio. e la mia collega pettegola non si ammala mai. è sempre qui, di fronte a me, a raccontarami tutto quello che lei e anche un bel pezzo del suo albero genealogico hanno fatto nelle ultime 48 ore. me ne fregasse qualcosa....
ho scoperto però che se non do segni di vita quando lei parla dopo un po' smette. faccio la figura dell'antipatica, ma chi se ne frega. tanto lo sono veramente antipatica.

domenica, luglio 23, 2006

domenica. caldo. niente mare questo fine settimana. un sacco di cose da sistemare in casa, ma dall'osservazione scientifica delle mie gatte imparo che quando è così caldo non vale la pena di fare nulla.
è da parecchio che ci penso, da quando il mio psichiatra mi ha detto che nel mese di agosto avremmo dovuto "saltare" perchè sarebbe andato in ferie (saltiamo pure, ho pensato io, speriamo solo ci sia la rete di sicurezza sotto, altrimenti mi sa che ci facciamo male....). un diario ecco cosa mi serve. per raccontare tutte le ossessioni che di solito racconto a lui. e in questo momento tanto voyer quale miglior diario di uno visibile anche ad altri....